La Monferrina non è una Corenta in senso stretto, ma appartiene alla stessa famiglia coreutica. Le due danze sono strettamente imparentate e condividono origini, strutture musicali e dinamiche di movimento, pur avendo assunto nel tempo caratteristiche differenti1.
Origini e contesto
La Corenta è considerata una danza più antica, diffusa soprattutto nelle aree alpine e appenniniche del Piemonte, in particolare nelle valli occitane2. È caratterizzata da un movimento vivace, saltellato e da una forte componente verticale, spesso eseguita con grande libertà interpretativa. Non si tratta di una danza rigidamente codificata: la Corenta vive nella relazione tra i danzatori, nella risposta immediata alla musica e nel contesto comunitario, spesso legato a momenti festivi spontanei o rituali stagionali3.
La Monferrina nasce successivamente, quando questa stessa energia coreutica si sposta verso le zone di pianura, in particolare il Monferrato, l’Astigiano e l’Alessandrino. In questo contesto la danza si struttura maggiormente, diventando più regolare, ordinata e socialmente codificata, anche in relazione ai mutamenti della società contadina e alla progressiva diffusione di forme di ballo “di società”4.
Differenze principali
Rispetto alla Corenta, la Monferrina presenta un movimento più fluido e orizzontale, meno saltato e più elegante. Se la Corenta mantiene un carattere rustico, istintivo e talvolta competitivo (soprattutto nella componente maschile), la Monferrina assume una forma più composta, con figure più riconoscibili e una maggiore attenzione alla relazione di coppia.
Si passa quindi da una danza “di energia” a una danza “di relazione”: meno esibizione individuale e più dialogo tra i partner.
Aspetti musicali
Dal punto di vista musicale, le due danze condividono strutture ritmiche simili, generalmente in tempo binario. Nella Monferrina il tempo risulta però più disteso e cantabile, mentre nella Corenta è più incalzante e nervoso. A livello esecutivo, anche l’accompagnamento riflette questa differenza: nella Corenta la musica sostiene e amplifica il gesto impulsivo del danzatore; nella Monferrina tende invece a guidare e ordinare il movimento.
Non è raro osservare come una Monferrina accelerata e resa più energica possa avvicinarsi nuovamente alla forma della Corenta, a dimostrazione della loro comune matrice5.
Trasmissione e trasformazione
Entrambe le danze sono il risultato di una trasmissione orale e pratica, non accademica6. Per questo motivo esistono numerose varianti locali, che rappresentano non un’alterazione, ma una ricchezza: ogni comunità ha modellato la danza secondo il proprio gusto, il proprio spazio e la propria sensibilità.
Le analogie tra Monferrina, Corenta e altre danze europee non implicano necessariamente una derivazione diretta, ma possono essere interpretate come espressioni locali di più ampie famiglie coreutiche sviluppatesi nel corso dei secoli attraverso contatti culturali, trasmissione orale e adattamenti comunitari7.
Uso contemporaneo
Oggi Monferrina e Corenta convivono sia nei contesti di riproposta filologica sia nelle reinterpretazioni sceniche. Nei gruppi di tradizione, come nel caso di Piemonte Cultura APS, della Mediateca Folk – Centro di Documentazione Regionale e di Ij Danseur dël Pilon, diventano strumenti di racconto: non solo danze, ma linguaggi attraverso cui si trasmettono identità, memoria e appartenenza.
La Mediateca Folk – Centro di Documentazione Regionale opera inoltre come archivio audiovisivo e documentario dedicato alle tradizioni popolari piemontesi, alla danza etnica e alla cultura orale regionale, contribuendo alla conservazione e alla divulgazione della memoria demo-etno-antropologica del territorio.
Sintesi
In sintesi, la Monferrina può essere definita come una evoluzione della Corenta: una danza che, scendendo dalle Valli alla pianura, ha perso parte della sua irruenza originaria, mantenendo però intatta la stessa anima ritmica e coreutica.
La Monferrina e le sue affinità europee
Area piemontese e alpina
La Monferrina appartiene a quella grande famiglia di danze popolari europee “a catena”, “a cerchio” o “di coppia progressiva” diffuse lungo tutto l’arco alpino e mediterraneo8. Pur essendo profondamente radicata nel Piemonte e nel Monferrato, presenta sorprendenti affinità con numerose tradizioni coreutiche europee.
La Monferrina nasce e si sviluppa soprattutto in Piemonte, ma forme affini si trovano anche in Liguria, Lombardia occidentale, Valle d’Aosta, valli occitane alpine e nella Svizzera italiana. In molte aree il nome cambia, ma rimangono elementi comuni: la vivacità ritmica, la progressione delle coppie, il gioco di corteggiamento e l’alternanza tra improvvisazione e schema fisso.
Francia
In Francia esistono danze molto vicine per funzione sociale e dinamica, come la bourrée, il rondeau, l’avant-deux e alcune forme di branle tardivo9. Nel sud-est francese e nell’area provenzale si trovano persino danze chiamate “monferrines” o “montferrines”, probabilmente derivate da storici contatti culturali con il Piemonte e il Monferrato.
Penisola iberica
Alcuni studiosi vedono analogie strutturali con il fandango arcaico, la jota, la muiñeira galiziana e alcune danze basche. Non si tratta necessariamente di derivazioni dirette, ma di forme che condividono antiche matrici europee: rotazione, dialogo uomo-donna, chiamata ritmica e funzione comunitaria.
Area balcanica e centroeuropea
Nell’Europa orientale sopravvivono numerose danze collettive che ricordano la dimensione sociale della Monferrina: il kolo serbo, la hora romena, l’oro macedone e, per certi aspetti, la csárdás ungherese10. In questi casi cambia molto il linguaggio musicale, spesso più modale e caratterizzato da ritmi asimmetrici.
Un possibile filo storico
Molti Etnocoreologi ritengono che queste danze condividano antichi modelli contadini, pratiche rituali stagionali e dinamiche di corteggiamento comunitario11. Il Piemonte, posto tra area francese, padana e mediterranea, è sempre stato un crocevia culturale: la Monferrina può quindi essere considerata una variante locale di una più ampia famiglia europea di danze popolari.
Curiosità storica
Nell’Ottocento la Monferrina entrò anche nella musica colta: compositori come Luigi Boccherini e Muzio Clementi scrissero brani intitolati “Monferrina”, segno di quanto questo ballo piemontese fosse conosciuto e apprezzato anche al di fuori dei confini regionali.
Note bibliografiche
- Roberto Leydi, L’altra musica. Etnomusicologia, Giunti, Firenze.
- Jean-Michel Guilcher, studi sulla danza tradizionale europea e alpina.
- Sergio Bonanzinga, saggi sulle danze tradizionali dell’arco alpino e mediterraneo.
- Giovanni Kezich, ricerche sulle tradizioni coreutiche alpine italiane.
- Osservazioni comparative sulla trasformazione della Corenta in forme più strutturate di danza sociale.
- Curt Sachs, Storia della danza, Il Saggiatore.
- Alan Lomax, Choreometrics.
- Roberto Leydi – Sandra Mantovani, Dizionario della musica popolare europea.
- Yves Guilcher, studi sulle danze francesi tradizionali.
- Béla Bartók, ricerche sulle tradizioni musicali e coreutiche dell’Europa orientale.
- Materiali e raccolte del CREL, del Centro Etnologico Canavesano e della Mediateca Folk – Centro di Documentazione Regionale.
Bruno Donna ©

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