Tascon o Fleyé? Andiamo alle radici! Il Tàlanton: uno strumento tra tradizione e storia mediterranea.
La riflessione sull’origine del Tàlanton – noto anche come Semantron – offre l’occasione per approfondire un tema più ampio: il rapporto tra produzione artigianale e identità culturale degli strumenti musicali.
Sovente, infatti, si tende ad associare uno strumento al luogo in cui viene costruito, ma questa coincidenza non sempre corrisponde alla sua reale origine storica o concettuale. È il caso del Tàlanton, oggi realizzato anche in ambito alpino, ma riconducibile a una tradizione molto più antica e diffusa.
Le fonti storiche e liturgiche, tra cui il Dizionario Liturgico Greco-Ortodosso, collocano questo strumento nel contesto monastico orientale. Il Tàlanton – una tavola lignea percossa con un mazzuolo – veniva e viene tutt’ora utilizzato nei monasteri bizantini e del Monte Athos per scandire i momenti della vita religiosa: richiamare i fedeli alla preghiera, accompagnare le funzioni e sostituire le campane durante la Settimana Santa.
Questa presenza documentata testimonia una diffusione pan-mediterranea dello strumento, ben precedente alle sue declinazioni più recenti in ambito alpino o locale.
Nel corso del tempo, oggetti formalmente simili hanno assunto denominazioni differenti a seconda dei territori e dei contesti d’uso. Il Correggiato in piemontese il termine è Tascon mentre, in Patois valdostano, Fleyé (dal francese Flagello/Fléau) indica originariamente uno strumento di lavoro agricolo, legato alla battitura dei cereali in senso lato.
Pur non essendo strumenti musicali in senso stretto, questi oggetti presentano evidenti affinità con il Tàlanton, sia sotto il profilo morfologico sia per quanto riguarda la resa sonora. Il Tàlanton appartiene infatti alla tradizione liturgica come idiofono a percussione, ma condivide, con tali strumenti agricoli, un principio acustico basato sulla percussione del legno.
In ambito folklorico e performativo contemporaneo, questa doppia somiglianza – formale e sonora – ha favorito una trasposizione simbolica e terminologica: i nomi locali sono stati estesi, per analogia, anche alla versione sonora utilizzata in scena.
Si tratta dunque di un uso derivato, funzionale alla rappresentazione e alla comunicazione culturale, che stabilisce un ponte tra il mondo agricolo e quello rituale senza sovrapporne le rispettive origini storiche.
Diventa quindi centrale distinguere tra origine e produzione. La prima riguarda il contesto e il periodo in cui uno strumento prende forma; la seconda i luoghi e le modalità con cui viene oggi realizzato. In questa prospettiva, la Valle d’Aosta rappresenta un importante centro di produzione artigianale contemporanea del Tascon o Fleyé, ma non il luogo di origine del Tàlanton.
Un meccanismo analogo si osserva in molti strumenti musicali: il violino, nato in Italia nel XVI secolo, ha conosciuto nel tempo numerose evoluzioni tecniche senza che ciò ne modificasse l’identità originaria. Allo stesso modo, eventuali varianti del Tàlanton – nella forma, nei materiali o nella resa sonora – possono essere lette come adattamenti locali, non come nuove invenzioni.
Questa chiave di lettura consente di riconoscere nel Tàlanton un elemento di patrimonio culturale condiviso, capace di attraversare epoche e geografie. Il suo utilizzo nei contesti folklorici contemporanei, compresi quelli piemontesi e alpini, si inserisce in una continuità culturale coerente, fondata sulla trasmissione e sulla reinterpretazione delle tradizioni.
In un tempo in cui le identità locali dialogano sempre più con una dimensione globale, strumenti come il Tàlanton ricordano come la cultura non sia mai statica, ma il risultato di incontri, stratificazioni e continuità che attraversano i secoli.
Bruno Donna©

SEDE OPERATIVA:
Officine Folk®
Via Emanuele Luserna di Rorà, 8
10139 TORINO – Piemonte – Italia
officinefolk@piemontecultura.it
www.officinefolk.it
PIEMONTE CULTURA A.p.s.
È una Associazione di Promozione Sociale non profit
con Sede Sociale e Amministrativa in Via Costigliole, 2
10141 TORINO – Piemonte – Italia
info@piemontecultura.it

